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hooverine
2 luglio 2008
come Maria seppe di aver fatto sesso con Dio
Trascorsi alcuni mesi, in una piovosa e fredda sera d'inverno un angelo entrò nella casa di Maria di Nazaret, e fu come se non fosse entrato nessuno, perché la famiglia continuò nelle proprie occupazioni, solo Maria si accorse dell'arrivo dell'ospite, e d'altronde non avrebbe certo potuto far finta di niente visto che l'angelo le rivolse direttamente la parola, in questi termini, Sappi, o Maria, che il Signore ha mischiato il suo seme con quello di Giuseppe nella mattina in cui concepisti per la prima volta e che, di conseguenza, è dal Suo seme, cioè da quello del Signore, e non dal germine di tuo marito, benché legittimo, che è stato generato tuo figlio Gesù. Maria rimase sbigottita dalla notizia, la cui sostanza per fortuna non andò perduta nella confusa formulazione dell'angelo, e gli domandò, Allora Gesù è figlio mio e del Signore, Donna, quale mancanza di educazione, devi prestare attenzione alle gerarchie, alle priorità, del Signore e mio dovresti dire, del Signore e tuo, No, del Signore e tuo, Non mi confondere le idee, rispondi a quello che ti ho chiesto, se Gesù è figlio, Be', figlio, per ciò che significa figlio, è solo del Signore, e tu, all'occorrenza, sei stata solo una madre portatrice, Allora il Signore non mi ha prescelto, Macché, il Signore passava di lì per caso, chiunque stesse guardando lo avrebbe capito dal colore del cielo, ma notò che tu e Giuseppe eravate sani e robusti, e allora, se ancora ti ricordi come si manifestano questi bisogni, gli venne la voglia, e il risultato, nove mesi dopo, fu Gesù. Ma è sicuro, proprio sicuro, che sia stato davvero il seme del Signore a generare il mio primo figlio, Be', la questione è delicata, adesso pretendi da me una vera e propria indagine sulla paternità, mentre per la verità, in questi connubi misti, per quante analisi, per quanti test,per quanti conteggi di globuli si facciano, di certezze assolute non se ne possono avere mai, Povera me che, ascoltandoti, ho pesino immaginato che quel mattino, il Signore mi avesse scelto come Sua sposa, e in fondo è stato soltanto un caso, potrebbe essere così, ma potrebbe essere anche il contrario, ti dico che sarebbe stato addirittura meglio che tu non fossi sceso fino a Nazaret, lasciandomi nell'ignoranza, d'altronde, se vuoi che ti parli con franchezza, di un figlio del Signore, sia pur avendo me come madre, ce ne saremmo accorti subito al momento della nascita e poi, crescendo, del signore avrebbe avuto il portamento, l'aspetto e la favella, insomma, per quanto ti dica che l'amore materno è cieco, mio figlio Gesù non risponde a questi requisiti, Maria, il tuo primo grande errore è quello di credere che io sia venuto fin qua solo per parlarti di quel vecchio episodio della vita sessuale del Signore, il tuo secondo invece è quello di pensare che la bellezza e la facondia degli uomini siano a immagine e somiglianza del Signore, quando il Suo sistema, te lo dico io che sono di casa, è quello di essere sempre il contrario di come gli uomini lo immaginano, e inoltre, in confidenza, io credo che il Signore non saprebbe neppure vivere in altra maniera, la parola che la Sua bocca pronuncia il più delle volte non è il sì, ma il no, Ho sempre sentito dire che il Diavolo è lo spirito che si nega, se in cuor tuo non ti rendi conto della differenza, non saprai mai a chi appartieni, Appartengo al Signore, Macché, dici di appartenere a Lui e sei caduta nel terzo e più grande degli errori, cioè in quello di non avere creduto a tuo figlio, A Gesù, Sì, a Gesù, nessuno degli altri ha visto Dio, o mai lo vedrà, Dimmi, angelo del Signore, è proprio vero che mio figlio Gesù ha visto Dio, Sì, e come un bimbo che abbia trovato il suo primo nido, è corso a mostrartelo, e tu, scettica, tu, sospettosa, hai detto che non poteva essere vero, che se un nido c'era, era vuoto, che se uova conteneva, erano andate a male, e che se non ce n'erano, le aveva mangiate il serpente, Perdonami, angelo mio, di avere dubitato, Adesso non so se stai parlando con me o con tuo figlio, Con lui, con te, con tutt'e due, che cosa posso fare per riparare al male fatto, Che cosa ti consiglierebbe il tuo cuore di madre, Di andare a cercarlo, di dirgli che gli credo, di chiedergli di perdonarmi e di tornare a casa, dove il Signore verrà a cercarlo, giunta l'ora, Francamente, non so se sei in tempo, non esiste persona più sensibile di un adolescente, rischi di sentirti dire parole malvagie e di prenderti la porta in faccia, Se accadrà, la colpa sarà di quel demonio che l'ha stregato e perduto, non so neppure come il Signore, da padre, gli abbia concesso tanta libertà, tanta briglia sciolta, Di quale demonio parli, Del pastore con cui mio figlio ha trascorso quattro anni, sorvegliando un gregge che nessuno sa a cosa serva, Ah, il pastore, Lo conosci, Frequentavamo la stessa scuola, E il Signore permette che un tale demonio resista e prosperi, Lo richiede il buon ordine del creato, ma l'ultima parola sarà sempre quella del Signore, solo che noi non sappiamo quando la pronuncerà, ma vedrai che un bel mattino ci sveglieremo e scopriremo che nel mondo non esiste più il male, e adesso devo andarmene, se hai altre domande da pormi, approfittane, Soltanto una, Ottimo, Perché il Signore vuole mio figlio, Tuo figlio per modo di dire, Agli occhi del mondo Gesù è mio figlio, Perché lo vuole, tu chiedi, guarda che è proprio una buona domanda, sissignore, la cosa peggiore è che io non so risponderti, allo stato attuale la faccenda riguarda loro due, e non credo che Gesù sappia più di quanto ti avrà detto, Mi ha detto che avrà potere e gloria dopo morto, Anche di questa parte sono al corrente, Ma che cosa dovrà fare in vita per meritarsi tutte le cose meravigliose che il Signore gli ha promesso, Via, via, tu credi, donna ignorante, che quella parola esista agli occhi del Signore, che possano avere valore e significato quelli che presuntuosamente chiamate meriti, non so davvero che cosa vi crediate, mentre non siete altro che miseri schiavi della volontà assoluta di Dio, Non dirò altro, sono veramente la schiava del Signore, si compia in me la Sua parola, dimmi soltanto, dopo tutti questi mesi dove potrò trovare mio figlio, Cercalo, ché è tuo dovere, anche lui è andato in cerca della pecora smarrita, Per ucciderla, Sta' tranquilla che non ti ammazzerà, Tu invece lo ucciderai con la tua assenza nell'ora della sua morte, Come sai che non morirò prima io, Sono abbastanza addentro ai centri decisionali per saperlo, e adesso addio, hai fatto le domande che volevi, forse non ne hai poste alcune che dovevi, ma questo non mi riguarda più, Spiegamelo, Spiegatelo da sola. Con queste ultime parole, l'angelo scomparve e Maria aprì gli occhi.

Josè Saramago, Il vangelo secondo Gesù.

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permalink | inviato da hooverine il 2/7/2008 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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