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hooverine
29 settembre 2007
pms
Oggi è sabato, e ieri era venerdi. Solo che il mio venerdi è slittato al sabato. Una volta al mese, come tutte le donne dotate di utero funzionante, me la vedo col signore (o chi per lui).
Oggi ad esempio mi viene da pensare che dovrei smettere di mangiare fino a scomparire, in modo che chi mi sta accanto si accorga di me. Oggi questo pensiero mi appare del tutto plausibile e giustificato: domani non sarà più così. In genere, durante questi giorni neri, farei meglio a stare da sola, senza parlare, lasciando che vada via da sè (oltretutto è molto, molto umiliante dover ricordare periodicamente al proprio compagno la presenza di queste turbe psichiche che, pur ripresentandosi con estrema regolarità, non hanno ancora acquisito lo status di handicap riconosciuto all'interno dell'istituzione della coppia). Purtroppo oggi ci dobbiamo mettere in viaggio per Pisa, e fare indigestione di gente.
Adesso comincio a recitare il mantra della piacevolezza, e ad indossare la maschera della simpatia. Spero di arrivare a fine giornata senza vittime né prigionieri.

Colonna sonora: A Light So Dim, Black Heart Procession

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permalink | inviato da hooverine il 29/9/2007 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
25 settembre 2007
ah, ecco

Oggi è stata un’altra giornata disumana, che però ha dato ottimi frutti. In particolare, ho scoperto finalmente le ragioni del mio timbro e volume di voce: pare che la mia laringe (o qualcosa del genere) non si sia sviluppata come si deve, rimanendo curva invece di distendersi. Per questo parlo così piano. E io che credevo fossero stati gli shhh! di mia mamma quand’ero piccina. Poi sembra che io abbia qualche problema di adenoidi (come i bimbi, appunto), e che le ragioni dei miei frequenti strozzamenti durante la deglutizione siano da attribuire al reflusso gastrico. Quante cose che si scoprono facendosi infilare un sondino nel naso, eh? Ciò che è davvero stupefacente, infine, è che nonostante dieci anni di prove a volumi disumani, io conservi ancora un udito perfetto, anzi, leggermente superiore alla media. E pensare che a quattro anni ero diventata quasi sorda, me l’ha raccontato mia madre stasera a cena, lei mi parlava, dice, e io non capivo un’acca e la guardavo con quella mia aria stolida che ancora mi contraddistingue.

Stasera ho fatto un po’ i bagagli. Domani proseguo.

Quando ho tempo scriverò la storia di due sconosciuti che fanno l’amore tra gli scaffali della Feltrinelli di Largo Torre Argentina.


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permalink | inviato da hooverine il 25/9/2007 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
23 settembre 2007
anf anf puff puff

Beh, alcune cose sono riuscita a farle. Andare a Bologna (le prove le trovate qui, qui e qui), andare a Milano (come testimoniano queste foto e queste foto), e prendere l’aereo per Catania (all’aeroporto di Genova ho pure incontrato Johnny Depp, non l’avrei mai detto, mi sono emozionata). La giornata di ieri, invece, è stata quasi infernale. Ho portato la gatta di mia madre dal veterinario. Io sono allergica ai gatti, e mi veniva da piangere, e ho fatto tardissimo, mi sono cambiata di corsa e mi sono scapicollata al castello, sudata, col vestito che mi faceva le bozze dappertutto, e in straritardo, ma per fortuna la sposa non era ancora arrivata. È stato un bel matrimonio, a dispetto di tutto ciò che io possa pensare a proposito di matrimoni tradizionali. È stato bello, loro erano felici, il cibo spettacolare, il panorama mozzafiato, la compagnia piacevole.

Solo che poi sono arrivata in ritardo alla presentazione. Capita. Se la sono cavata benissimo da soli, però.

P.s. Cambiamenti in corso. Tra due settimane si saprà. Non dico nulla per scaramanzia.


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permalink | inviato da hooverine il 23/9/2007 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
13 settembre 2007
divorzio

No, non ho risolto i miei problemi di linea, tutt'altro. Ho divorziato una volta per tutte dai grossi fornitori di servizi di comunicazione e ho eletto, come mio futuro riferimento telematico, una piccola azienda del nord Italia, consigliatami tempo fa da amici affidabili, ma io l'avevo scioccamente snobbata (cretina me).

Però non ho fretta di riallacciarmi al mondo esterno. Il tempo sottratto a internet è dedicato ad altre attività: la pulizia della casa, il compostaggio, la pianificazione della fornitura di legna per l'inverno imminente, il restauro di piccoli e inutili oggetti ritrovati nella soffitta, l'assemblaggio dei tubi della stufa che abbiamo messo in cucina, la fotografia, il tedesco fai da te, la scrittura, la lettura. Oh, e il giardinaggio, ovviamente, la caccia ai bruchi, ai ragni, agli scorpioni. E tre volte a settimana do lezioni di latino a una ragazzina un po' pigra che non sa distinguere un aggettivo da un sostantivo.

Ho imparato i numeri tedeschi, dall'uno al cento. In cinque minuti, per giunta. Ein, zwei, drei, etcetera etcetera, ma i miei preferiti sono le decine, swanzig, dreißig, per non parlare di achtzig e neunzig.

Visto che tutti parlano di libri, sui propri blog, per tacer di aNobii, che pare essere diventato il Riferimento Imprescindibile Per Tutti I Bibliofili, vorrei spendere due parole riguardo Pastorale Americana di Roth. Mi sono fermata alla duecentesima pagina, più o meno. Non ce l'ho fatta. Questo mi rende una campionessa di pigrizia, una lettrice disattenta, una poco di buono? Non so. Il punto è che tutti quei discorsi sul rapporto tra padre e figlia, rapporto tormentato, conflittuale, marginalmente erotico, mi buttavano pesanti (come si dice dalle mie parti). E quindi niente, ho chiuso il libro, l'ho messo in libreria, magari tra qualche anno lo riapro, per adesso no, è proprio un casino, visto che perfino i Simpson, quando Lisa abbraccia Homer e gli dice ti voglio bene, papino, mi fanno venire le lacrime agli occhi.

Ah, invece, ecco: ho letto un libro di Ammaniti, e mi è piaciuto.Non vi dico quale, non vi dico perché, mi è già troppo penoso scrivere queste poche righe a riguardo.

E ora, le ultime comunicazioni di servizio: questo fine settimana si va prima a Bologna, all'A[MT]D, e poi a Milano, a trovare Dora Markus e a pianificare con lei la conquista globale dell'editoria italiana. Nel frattempo andremo a un concerto, dalle parti del Cimitero Maggiore. Il fine settimana successivo sarò di nuovo a Catania (in aereo! da sola! me la faccio sotto), per un matrimonio e per la presentazione del fumetto (ulteriori info qui). A fine settembre non dimenticate che c'è l'hackmeeting a Pisa: in quell'occasione verrà presentato il primo volume della collana velleitaria fantascientifica.

Ottobre sarà di tutto riposo, ma ai primi di novembre, tah-dah! Lucca Comics. Ma di questo parleremo più avanti.


Ultima cosa, importantissima, più di tutto il resto: ho aderito a questa iniziativa, fatelo anche voi.

27 agosto 2007
chiacchiere
Oggi, con un po' di lenza e un ago, e una certa sofferenza dei polpastrelli, ho riparato la borsa del basso, ovvero ho cucito le  - come si chiamano? - bretelle che da anni erano state staccate e conservate nella tasca davanti. Era necessario che lo facessi perché stasera mi rimetto in viaggio, e quello strumento lo devo mettere sulle spalle. Sabato ci sarà un concerto, forse l'ultimo e definitivo. In questo viaggio non porterò né computer né macchina fotografica. Spero, anzi, di stare lontana da schermi di qualunque natura, giusto per riprendere una vista soddisfacente, e per non lacrimare più di notte. Voglio che il mio thunderbird s'ingolfi di mail. Voglio trovare tanti commenti qui, tutti in una volta, invece che questo noioso stillicidio (e commentate, no? mi leggete almeno 50 volte al giorno, e non scrivete niente, guardoni).
Eventi memorabili, pochi, in questi ultimi giorni. Ho terminato la lettura di Revolutionary Road, e mi sono angosciata. A mo' di consolazione, ho comprato due libri di Landolfi, che mi accompagneranno in questo viaggio.
Ho pianificato il mese di settembre: a Catania, poi due giorni a Roma, poi un salto a Firenze, poi due giorni a Bologna, seguiti da due giorni a Milano, e infine due giorni a Pisa. Vediamo se riesco a mantenere questo piano, eh. Bacchettatemi, se non dovessi riuscirci.
Ieri siamo andati a prendere il caffè dalla padrona di casa. Una roba da gente perbene, servizio di porcellana, meringhe panna e cannella, una meraviglia.
Poi sono andata a strimpellare il pianoforte, non l'avevo ancora toccato, ma non stava mica tanto bene, povero. L'ho aperto, era tutto pieno di tarme della stoffa. Potranno passare ancora anni, e non diventerò mai indifferente ai patimenti di un pianoforte.

Ma vado. Perfeziono i bagagli. Ci rivediamo tra dieci giorni. Spero che la tristezza non mi schianti.


10 luglio 2007
che cosa ho fatto lo scorso fine settimana
Me la sono spassata, nella bassa bergamasca, in compagnia di Dora Markus et al., tra campi di grano mietuti e zanzare molto meno cattive di quelle di città.
Un ragazzo sbronzo mi ferma nei paraggi del bancone del bar e mi fa notare che il mio cane somiglia parecchio a quello di una nota pubblicità di un'altrettanto nota marca di birra. Già, dico io. Poi mi fa notare che il suo cane invece è uguale a quello di una nota pubblicità di un'altrettanto nota compagnia telefonica. L'immaginario collettivo si è trasformato in pubblicitario collettivo.
Poi ho dormito in macchina, piena di birra, dentro e fuori, come nelle migliori occasioni della mia gioventù. Ho dormito storta, col piede fuori dal finestrino, sotto certi alberi alti, a un passo dalla strada di terra battuta, da cui ogni tanto passava una vespa, sollevando polverone bianco. Al mattino sono andata a fare i miei bisogni in un campo di granoturco, e un'ortica mi ha aggredito.
Fossi un altro tipo di persona, farei una recensione del concerto, e di ogni singola band. Ma non sono quel tipo di persona. Dico solo che meglio così che altrove, sempre sempre sempre.


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permalink | inviato da hooverine il 10/7/2007 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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