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hooverine
26 marzo 2008
al contrario

Sono due le cose strane che mi vengono dette più di frequente. La prima mi fa sorridere, la seconda mi irrita. La prima è: ma non sei il mostro che mi avevano descritto. Non sto nemmeno a chiedere chi mi avesse descritto e come, anche se posso immaginare chi e come. La seconda è: quella persona è orribile, una vera stronza, tu potresti andarci benissimo d'accordo. Che se da una parte è un implicito complimento al mio carattere forte (che non è vero poi che sia forte, sono una pappamolla, una creta sotto il diluvio, una bavarese all'ananas), dall'altra è un sottile darmi della stronza. Va bene.
E poi ci manca solo mia mamma che risponde a un mio sms triste di qualche giorno fa con un certo stupore nell'apprendere che sento la mancanza di mio padre.
Forse do l'impressione di andare al contrario? Forse sono davvero una spocchiosetta da due soldi?
Ho un piano: vivere fino alla fine del mondo. Non mi sembra poi così ambizioso
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permalink | inviato da hooverine il 26/3/2008 alle 2:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
14 novembre 2007
cavalieri
Berlusconi su Anna Finocchiaro: È una donna, ma è molto brava.
Il giornalista del corriere della sera, tale Francesco Verderami, riporta l'affermazione senza battere ciglio. Evidentemente tra uomini s'intendono.

(L'intero articolo, se avete tempo da perdere, lo trovate qui.)


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permalink | inviato da hooverine il 14/11/2007 alle 15:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
21 ottobre 2007
per carità

Su un forum dedicato al fumetto, ho letto una discussione che dapprima mi ha fatto sorridere, poi mi ha quasi fatto incazzare. E ho cominciato a pensare a certe cose che mi vengono dette (perché non scrivi? perché non pubblichi? perché sei così pigra?). Non scrivo perché in Italia scrivono in troppi e leggono in pochi. Se si invertisse la tendenza forse scriverei - ma d'altra parte quello che vorrei scrivere avrebbe in qualche modo a che vedere con i romanzi russi, e non considerandomi capace di scrivere un romanzo russo, allora non ci provo nemmeno. Potrei invece parlare di sesso, e raccontare episodi poco edificanti della mia vita, oppure altre furbate di questo genere, ma mi annoierei a morte, davvero. Landolfi in un suo romanzo descrive questa noia della scrittura - il bravo scrittore non è colui che scrive bene, ma colui che non cambia idea il giorno dopo. Forse mi basterebbe un po' di costanza, non saprei. E poi pensavo, sempre leggendo quella discussione: che interesse avrei, io, a vendere? ad essere conosciuta? mi sarebbe d'aiuto per campare? non avrò bisogno di lavorare per i prossimi due o tre anni, se non di più. Per onorare la memoria di mio padre, farei bene a bermi tutti i soldi che mi ha lasciato, ma a quel punto dovrei andare a lavorare. Invece no, io, ostinata, mi sono scritta ad un corso, a Milano, in cui si impara a fare i libri. Non a scriverli, ma a farli. Forse, imparando a farli, mi verrà voglia di scriverli. O forse no. Non voglio immettere nel mondo altre storie scadenti, altra carta straccia. Mi sembra una posizione ragionevole. L'unica cosa in cui ho un'irregolare costanza è la compilazione di questo blog, e anche questo blog non è che lo pubblicizzi in giro. Non vado nei siti altrui a dire: eccomi, sono qui, amatemi. I commenti mi fanno venire il magone. Essere fermata per strada (giuro, è capitato) mi fa venire il magone. A me piacciono le cose piccole. Piccoli concerti, piccole etichette, piccole feste. Cinema d'essai, edizioni limitate, settori di nicchia. Nelle cose piccole mi trovo a mio agio, mi sembra di riuscire a comunicare meglio. Un concerto te lo godi di più se puoi guardare in faccia il musicista. Le sale cinematografiche semivuote mi evitano distrazioni sgradevoli come per esempio il tipo dietro di me che racconta alla tipa come va a finire il film. Mia madre dice che sono una snob; più semplicemente soffro di agorafobia, e inoltre mi fa paura la gente. Specie se mi guarda. L'unica volta nella mia vita in cui mi sono ritrovata a fare una cosa grande, non è stato affatto bello.

23 luglio 2007
mobbasta

(Hommage à Macno), wagon lits, cellophan, mutande a rigone bianche e nere.

Domani compro il teleobiettivo, quello in dotazione fa schifo. Puah.
/me stasera disgustata, divertita, orfana, senzadio e in attesa di incontri. /me stasera in villa settecentesca, concerto di musica da camera, incontra examante, chi l'avrebbe mai detto, non ci pensi mai, poi capita a uno vicino a te e dici cazzo, non lo dici ma lo pensi, cazzo, ma accidenti, ma perché diavolo ti devi sposare in chiesa? e perché devi fare il ricevimento? e cos'è questa storia della casa, dell'arredamento, dei mobili? /me, chiusa in impenetrabile mutismo, riporta a casa la genitrice e la ubergenitrice, si fa un uovo fritto, beve una birra, rutta e si dichiara ancora una volta soddisfatta della tenuta del suo imene politico.

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