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hooverine
30 settembre 2009
milano dolce autunno

Autunno dolce. Ciao Milano, piena di donne cicogna e di giapponesi. Se vuoi entrare in duomo devi sottoporti a scansione e per giunta non si possono fare le fotografie. Peccato. Sarei entrata. Per dire, oggi ho preso il tram, sono scesa in via Torino, ho attraversato la piazza e senza alcuna esitazione mi sono infilata nella galleria per sbucare nella piazza del teatro alla Scala. Senza avere nessuna sensazione di pericolo. Che io sia guarita? Che l'agorafobia sia stata sostituita da qualche forma più sottile di paura?
I ristoranti di lusso di Milano dispongono calamari orfani sul loro stesso inchiostro, e friggono foglie di menta in assoluta malafede. I commessi dei negozi mostrano un'allegria innaturale. Fa caldo, la schiena suda. La mia concentrazione sta soprattutto sui passi. Uno dopo l'altro. Poi, occhiali da sole quando sono in strada, occhiali da vista quando sono al chiuso. Occhiali da sole sul tram, voglio leggere, no, ho sonno, anzi no, voglio leggere, anzi no, guardo il cellulare, poi rimetto tutto in borsa e guardo le persone accanto a me ma ho rimesso gli occhiali da vista per leggere il libro che poi non ho letto e quindi mi imbarazza guardare la gente sapendo che la gente può guardarmi negli occhi e allora poggio la testa all'indietro contro il finestrino, chiudo questi benedetti occhi e mi appisolo, ma leggermente, per non perdere la mia fermata. E quando arrivo a casa tolgo i vestiti sudati, mi metto a letto, sprofondo. Sento arrivare dalla finestra le grida preistoriche dei bus e il borbottare del traffico e pure l'odore di Milano, e l'odore di questa casa. Mi addormento. Mi svegliano le nocche sulla porta, caffè, acqua fredda.
Suono una Eko che vale tremila lire, con le corde vecchie e la vernice scrostata, è rossa e nera, suprematista, bene. Suoniamo fino a mezzanotte. Poi gli amplificatori si trasformano in zucche.
Quando torniamo a casa preparo una camomilla. La casa è sprofondata nel silenzio. Fuori, di nuovo, tram e autobus. Prostituzione. Automobili. Copertoni che si dirigono chissà dove. L'inutile e deprimente girandola del desiderio.
Magari, magari nello stabilimento d'origine avessero confuso la camomilla con la cicuta.


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permalink | inviato da hooverine il 30/9/2009 alle 3:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
22 maggio 2009
non sai nulla di me e milano


Non sai nulla di me e Milano. Non sai che ci ho abitato per sei mesi, che andavo tutte le mattine al Parco Lambro a imparare a fare libri. Non sai che poi alla fine non ho trovato un lavoro, ma degli amici e una band sì. Non sai che questo mio ennesimo progetto non ti sarebbe piaciuto, sebbene nei tuoi momenti sì l'avresti comunque sostenuto e nei momenti no ti ci saresti appigliato per recriminare. Non sai che ho detto basta alle supplenze. Non sai che adesso porto i capelli molto corti. Non sai che ho un altro tatuaggio (ma del primo non ti sei mai accorto). Non sai che non ho ancora avuto bambini, né mi sono sposata. Non sai che ho imparato quell'arte in cui tu eccellevi: dar da parlare a perfetti sconosciuti se si è costretti dalle circostanze. Non sai che sono effettivamente quel fallimento che tu mi dicevi di essere. Non sai nemmeno che quest'anno ho deciso di abbronzarmi, e tutte le volte che sto al sole penso a te e al tuo sguardo di commiserazione per la mia carne bianca.
Non sai che ti sogno. Faccio due tipi di sogni: quelli commoventi, col flou, dove tu sei ancora vivo e sei bello, e c'è calore e ci abbracciamo e ci diciamo le cose o andiamo in giro; quelli realistici, in cui tu fai lo stronzo, ma così tanto lo stronzo che quando mi sveglio il pensiero che non ci sei più non è poi così sgradevole.
Quando fumo mi tocco la faccia come facevi tu. Sto seduta sulla sedia come ci stavi tu. Bestemmio la madonna come la bestemmiavi tu. Ci tengo a precisare come ci tenevi tu. Emetto giudizi sugli altri come li emettevi tu. Ascolto la musica a volumi spaventosi come la ascoltavi tu. Mangio in fretta come mangiavi tu. Sono disordinata come lo eri tu. Sono te, in tutto e per tutto.

Potevi almeno darmi dei polpacci come i tuoi, bastardo.

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permalink | inviato da hooverine il 22/5/2009 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
8 aprile 2009
tre scrittori con la c
"La democrazia non prevede politica all'esterno del sistema democratico.
In tal senso la democrazia è totalitaria.
"
J. M. Coetzee, Diario di un anno difficile

Stamattina la luce del sole entrava dritta e bianca come mai l'avevo vista prima nella cucina dell'appartamento di Milano dove io e il padrone di casa abbiamo fatto colazione con caffè frittelle gorgonzola parlando di politica e bestemmiando gesù cristo (sempre sia lodato).
Quella luce bianca e dritta mi ha smosso un po' di sentimento per questa città infame – ho preso il tram fino al Piccolo e poi ho camminato lungo Corso Garibaldi fino alla libreria in cui già da ieri sera avevo progettato di andare per comprare l'ultimo Coetzee e un libro di Cioran, uno qualunque, dal momento che i due che mi erano stati consigliati, ovvero Squartamento e Sommario di decomposizione, sembrerebbero irreperibili. Ho scelto Il funesto demiurgo a causa dell'incipit incontestabile: "Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l'uomo non è propenso al bene."
Perché ho deciso di affrontare Cioran? Per le stesse ragioni per cui qualche anno fa decisi di leggere Landolfi. Per coincidenze spaziali, temporali, esistenziali. La settimana scorsa sono entrata in una libreria chiedendo appunto i due titoli suggeriti. Un signore sulla sessantina, alto, con un soprabito chiaro, sentendomi fare il nome di Cioran ha cominciato a raccontare al libraio come pur avendone letto certi libri a vent'anni non si fosse tuttavia suicidato. E mentre raccontava questi suoi emozionanti episodi di vita vissuta a un volume senza dubbio superiore al limite massimo consentito da qualunque ASL che si rispetti, lanciava occhiate nella mia direzione, forse sperando che io, vinta dalla sua straordinaria resistenza al pessimismo di Cioran, lo invitassi a farmi sua seduta stante e senza alcun indugio, magari col plauso del libraio, dei commessi e degli altri clienti presenti.
Invece, non avendo trovato quello che cercavo, e dopo aver tenuto in mano Post mortem di Caraco incerta se comprarlo o meno e poi optando per il no – scelta saggia visto che pochi giorni dopo un amico ha deciso di farmene dono – sono uscita dalla libreria senza voltarmi indietro. La giusta colonna sonora per questi giorni è Aksak Maboul, Iva Bittová e John Lurie. I miei sogni prendono una piega bizzarra e qualcosa da qualche parte si è guastata. Da quanto tempo non annuso merda di coniglio?
15 novembre 2008
shopping a milano
Il mondo della musica contiene in sé delle sacche di cattivo gusto dalle dimensioni sconosciute. Me ne accorgo tutte le volte che entro in un negozio di strumenti musicali e comincio a cercar qualcosa che possa piacermi, e invece trovo soltanto amplificatori orrendi (oggi ho visto addirittura un combo marca Jack Daniel's, non ci volevo credere, non era possibile, cristo), chitarre customizzate da un grafico cieco o cretino, tracolle con i teschi o le borchie o strano pelo nero di origine sconosciuta. Anche l'universo degli effetti è devastato da robe schifose, specie quando si tratta di effetti digitali, cosi orribili per musicisti sfigati che si divertono a fare le cover di gimi endrics. I clienti dei negozi di strumenti musicali, poi, per la maggior parte sono persone con cui mai vorrei avere a che fare in vita mia. Gente che prova le chitarre suonando gli assoli dei peggiori Metallica e nel frattempo si guarda attorno sperando di cogliere negli occhi altrui lampi di approvazione. Gente che si fa crescere i capelli per sembrare un po' artista e un po' bohémien. Gente del cazzo. I negozi di strumenti musicali sono posti brutti, con musica brutta e roba brutta sparsa un po' in giro. Infatti ci entro il meno possibile. Oggi però mi sono voluta fare un regalo, e quindi ho dovuto entrarci. Eccolo qui:


Poi capisco come funziona, eh. In due o tre mesi ce la dovrei fare.

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permalink | inviato da hooverine il 15/11/2008 alle 3:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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