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hooverine
12 giugno 2009
vissi d'arte, vissi d'ammore

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1 giugno 2009
orsini
Il finale è un veleno, la vita è orrenda, se Dio è negli orsini perché poi ci interessa la figa?
Michele Mari, "L'uomo che uccise Liberty Valance"

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15 maggio 2009
FUZZINE: scaricabile, offendibile, denunciabile
Da qui.

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19 aprile 2009
l'estremismo di centro

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8 aprile 2009
tre scrittori con la c
"La democrazia non prevede politica all'esterno del sistema democratico.
In tal senso la democrazia è totalitaria.
"
J. M. Coetzee, Diario di un anno difficile

Stamattina la luce del sole entrava dritta e bianca come mai l'avevo vista prima nella cucina dell'appartamento di Milano dove io e il padrone di casa abbiamo fatto colazione con caffè frittelle gorgonzola parlando di politica e bestemmiando gesù cristo (sempre sia lodato).
Quella luce bianca e dritta mi ha smosso un po' di sentimento per questa città infame – ho preso il tram fino al Piccolo e poi ho camminato lungo Corso Garibaldi fino alla libreria in cui già da ieri sera avevo progettato di andare per comprare l'ultimo Coetzee e un libro di Cioran, uno qualunque, dal momento che i due che mi erano stati consigliati, ovvero Squartamento e Sommario di decomposizione, sembrerebbero irreperibili. Ho scelto Il funesto demiurgo a causa dell'incipit incontestabile: "Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l'uomo non è propenso al bene."
Perché ho deciso di affrontare Cioran? Per le stesse ragioni per cui qualche anno fa decisi di leggere Landolfi. Per coincidenze spaziali, temporali, esistenziali. La settimana scorsa sono entrata in una libreria chiedendo appunto i due titoli suggeriti. Un signore sulla sessantina, alto, con un soprabito chiaro, sentendomi fare il nome di Cioran ha cominciato a raccontare al libraio come pur avendone letto certi libri a vent'anni non si fosse tuttavia suicidato. E mentre raccontava questi suoi emozionanti episodi di vita vissuta a un volume senza dubbio superiore al limite massimo consentito da qualunque ASL che si rispetti, lanciava occhiate nella mia direzione, forse sperando che io, vinta dalla sua straordinaria resistenza al pessimismo di Cioran, lo invitassi a farmi sua seduta stante e senza alcun indugio, magari col plauso del libraio, dei commessi e degli altri clienti presenti.
Invece, non avendo trovato quello che cercavo, e dopo aver tenuto in mano Post mortem di Caraco incerta se comprarlo o meno e poi optando per il no – scelta saggia visto che pochi giorni dopo un amico ha deciso di farmene dono – sono uscita dalla libreria senza voltarmi indietro. La giusta colonna sonora per questi giorni è Aksak Maboul, Iva Bittová e John Lurie. I miei sogni prendono una piega bizzarra e qualcosa da qualche parte si è guastata. Da quanto tempo non annuso merda di coniglio?
19 gennaio 2009
dell'osceno
"Il mio corpo, spesso in quiete per anni, veniva scosso improvvisamente da questo desiderio di qualcosa di triviale, di disgustoso, qualcosa di ripugnante, di osceno che potevo ritrovare anche nelle cose migliori - un odore volgare, un po' di zolfo, un po' di inferno. questa frenesia aveva in sé qualcosa dell'eterno ebreo errante - che va avanti insensatamente, che vaga insensatamente in un mondo insensato, osceno."
Franz Kafka

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13 gennaio 2009
contro la riproduzione #1
Francine   Cosa stai facendo, Lulu?

Lulu
         Mi servono i soldi per un taxi. Hai dimenticato che oggi è il giorno del mio aborto?

Francine 
Lulu, c'è un essere vivente dentro di te! Ti prego, tieni il piccolo! Lo cresceremo insieme, compreremo una carrozzina e tanti pannolini. Lo capisci, quel bambino è parte di te!

Lulu
        Sta rubando parte di me, vuoi dire! Io lo sento come un cancro, che diventa di giorno in giorno più grosso. E quando infine mi avrà sventrata, eccolo lì, nella mia vita, pronto a derubarmi di tutti quei piccoli divertimenti che io merito di avere!
             
John Waters, Polyester (1981)

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10 gennaio 2009
La storia della Sicilia in cento secondi
Fa strano vedere come la mafia appaia solo al sessantesimo secondo.

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10 gennaio 2009
i distributori italiani devono morire (ovvero buoni propositi per il 2009)
I film per il 2009.
Non esiste nessuna ragione, a parte il tentativo di parodiare West Side Story, per cui un film intitolato Desperate Living si trasformi in Nuovo Punk Story. Se esistono degli studi precisi sull'opportunità di tali scelte, vorrei comprarli tutti per poi bruciarli nel mio cortile in una notte di luna piena.
Adesso, in teoria, dovrei scrivere la recensione del film, che ho visto qualche sera fa tenendo il culo ben poggiato contro il termosifone, ma fare delle recensioni fuori tempo massimo (trentadue anni, per l'esattezza) comincia a sembrarmi inutile. Dico semplicemente: è bello, guardatelo. In alcune parti è disgustoso, in altre è geniale. Peggy come l'America conservatrice, Griselda come i bassi istinti, e le lesbiche di Mortland qualcosa vorranno pur dire.
Nel 2009 porto pure Ex-drummer, e Alice.
Va ben.
I libri per il 2009.
Avevo pure intenzione di parlare di libri. Il 2008 si è ben concluso, grazie a Martín (Playlove e Bitch), Vaché (Lettere di guerra), Manchette (Nada), Lansdale (Bad Chili), Gilardi (Meglio ladro che fotografo) e qualche altro. Il 2009 comincia con un buon proposito che spero di mantenere: non comprare altri libri né tanto meno iniziare nessuna lettura se prima non arrivo alla fine di Dalla parte di Swann.
I dischi per il 2009.
E di dischi? Vogliamo parlare di dischi? Parliamone, ma sono fuori tempo massimo anche questi.
C'è, innanzitutto, a traghettarmi da un anno all'altro, Scott Walker (Tilt
e The Drift). Poi, i São Paulo Underground (The Principle Of Intrusive Relationships) e Fred Frith (Gravity). Ascolto a cadenza quasi quotidiana i Sonic Youth, ma solo perché me l'ha detto il dottore.
I viaggi per il 2009.
I viaggi del 2009 prevedono una fuga a Berlino, un'estate a Bordeaux se le cose si mettono bene, settimane a Gadania, Milano come sempre, e forse, se trovo chi mi accompagna, il Monte Verità in Svizzera (prima o poi scriverò qualcosa sull'attrazione che la Svizzera esercita su di me).
I buoni propositi per il 2009.
Non ce n'è, a parte non mettere più piede in una scuola.
I cattivi propositi per il 2009.
Continuare così, fino allo scatto finale.
10 gennaio 2009
oh, noes!
Italy Gig List ha chiuso, e me ne accorgo solo adesso.

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CULTURA
2 gennaio 2009
le pornografie
Da qualche tempo avevo in testa un post sulla pornografia, ma a causa di viaggi e spostamenti e ingozzamenti natalizi non sono riuscita a metterlo giù come avrei voluto. Mi accontento di scrivere alcune osservazioni sparse prima che si faccia troppo tardi e ciò che volevo scrivere sfugga definitivamente.
Innanzitutto, in Inghilterra è stato approvato il Criminal Justice Act, che sbrigativamente condanna il possesso di immagini oscene. repubblica.it (che, ricordiamolo, ultimamente fa cagare in maniera impressionante) ci dice che la legge “è il risultato di una campagna condotta dalla signora Liz Longhurst, madre di Jane, un'insegnante di Brighton di 31 anni rapita nel 2003 e trovata undici giorni dopo, strangolata da due cravatte strette attorno al collo. Il suo assassino, Graham Coutts, un musicista, è stato condannato a 26 anni di carcere, e al processo si è difeso affermando che la morte della donna, con la quale ha sostenuto di avere avuto rapporti sessuali consenzienti, era stata la conseguenza accidentale di un incontro a base di sesso estremo e che lui era ossessionato dallo pratica dello strangolamento. Durante le indagini, a casa di Coutts la polizia aveva trovato centinaia di immagini di necrofilia e di soffocamento. Proprio il giorno prima dell'incontro fatale, e poi nei giorni successivi alla scomparsa della giovane donna, Coutts aveva scaricato sul suo computer scene di feticismo, necrofilia e pornografia violenta.”
Ovvero, la pornografia viene considerata una delle cause (se non LA causa) dei crimini a sfondo sessuale. Impedire agli uomini inglesi di farsi le pippe a casa guardando filmini sadomaso eviterebbe, secondo gli altrimenti ragionevoli legislatori britannici, che questi stessi uomini escano per strada a brancare le figlie di buona famiglia. Peggio ancora, questa legge considera tutti i pornofili (e la sottoscritta, per dire, lo è) dei potenziali maniaci sessuali o, più ampiamente, dei disturbati.
Wendy McElroy, leader delle femministe individualiste, in un breve saggio pubblicato da Stampa Alternativa nel volumetto Anarchici senza bombe, scrive:
“Immaginiamo […] che esista una correlazione fra pornografia e stupro. Cosa proverebbe una tale correlazione? Una correlazione non è una relazione causale. È un errore logico supporre che se A è correlato con B, allora A causa B. entrambe potrebbero essere causate da un fattore completamente estraneo, quale C. Per esempio, esiste un'elevata correlazione tra il numero di dottori in una città e l'alcool che vi viene consumato. L'uno non causa l'altro. Reprimere ulteriormente il sesso restringendo la diffusione della pornografia potrebbe anche aumentare l'incidenza degli stupri”.
Alan Moore, nel suo splendido Lost Girls, fa pronunciare a un personaggio queste parole, che pongo a chiusura di questo post mal scritto:
"Le pornografie sono i boschi incantati dove il nostro io più segreto e vulnerabile può giocare in tutta tranquillità. […] Sono i lussuosi palazzi che tutte le polizie e gli eserciti del mondo esterno non potranno mai saccheggiare o ridurre in macerie. […] Sono i nostri giardini segreti, dove seducenti sentieri di parole e immagini ci conducono alla porta accecante del nostro piacere, oltre cui le cose possono essere espresse in una lingua che supera ogni letteratura, e ogni parola."

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18 novembre 2008
facciamo finta di
“Vede, dottore, non ho mai parlato di queste cose nelle mie storie. Non volevo che suscitassero un qualche fascino nei ragazzi più giovani.”
“E ora ha cambiato idea?”
“Ora sono invecchiato. Odio i giovani. Farei qualunque cosa per danneggiarli.”
Gipi, LMVDM, Coconino Press, 2008, p.12.

Ho letto e amato BITCH, di Miguel Ángel Martín (Purplepress). Pieno di contraddizioni, ma venato anche di una certa strana tenerezza (dovuta senza dubbio anche ai colori). C'è una piccola imprecisione onomastica di cui si è già discusso con il responsabile, il quale si è già ampiamente stracciato le vesti e cavato gli occhi con una fibbia.
A parte questo, e a parte il volume di Gipi che invece non ho ancora terminato, anzi, sono in alto mare, e a parte il fatto che è già il secondo giorno che mi sveglio alle sei e mezza e non riesco a dormire, e a parte il fatto che domani andrò nuovamente a Milano, e a parte il fatto che uno spera sempre che le persone che ami o che hai amato valga sempre la pena amarle o averle amate e invece no, a parte tutto questo, dicevo, non sono poi così sicura di essere in tempo per salvarmi, Mu. O si va incontro a una specie di rivoluzione metafisica, a qualche stupefacente scoperta esistenziale, o è già finita qui. Ho esaurito le carte della speranza. Ho accumulato cose per un quarto di secolo, credendo che sarebbe stato semplice costruire un sentiero da seguire per arrivare chissà dove, e invece, vedi, non si arriva da nessuna parte, ci si limita a girare in tondo attorno a un finto cuore. Il lavoro, la casa, la famiglia: basta tagliare la gola al calvinista che è in noi, e il gioco è fatto.
Tra le pieghe di Facebook ho ritrovato persone di cui non avevo alcuna notizia. I vecchi compagni di scuola, per esempio. Alcuni addirittura delle elementari. Uno mi chiede se per caso anche al liceo fossi la prima della classe. Ma non ricordo di esserlo mai stata, nemmeno dalle suore. Anzi, è stata sempre la solita vecchia storia: bene in italiano, malissimo in matematica. Altri mi domandano: dove abiti? Cosa fai? La risposta alla seconda domanda è, sempre, insegnavo. E adesso che fai? Un cazzo, campo di rendita. Fin quando dura. E poi? E poi non lo so.
Poi forse preparo uno zaino da quindici chili e faccio il cammino di Santiago, e una volta lì mi butto in mare e vaffanculo.

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15 novembre 2008
shopping a milano
Il mondo della musica contiene in sé delle sacche di cattivo gusto dalle dimensioni sconosciute. Me ne accorgo tutte le volte che entro in un negozio di strumenti musicali e comincio a cercar qualcosa che possa piacermi, e invece trovo soltanto amplificatori orrendi (oggi ho visto addirittura un combo marca Jack Daniel's, non ci volevo credere, non era possibile, cristo), chitarre customizzate da un grafico cieco o cretino, tracolle con i teschi o le borchie o strano pelo nero di origine sconosciuta. Anche l'universo degli effetti è devastato da robe schifose, specie quando si tratta di effetti digitali, cosi orribili per musicisti sfigati che si divertono a fare le cover di gimi endrics. I clienti dei negozi di strumenti musicali, poi, per la maggior parte sono persone con cui mai vorrei avere a che fare in vita mia. Gente che prova le chitarre suonando gli assoli dei peggiori Metallica e nel frattempo si guarda attorno sperando di cogliere negli occhi altrui lampi di approvazione. Gente che si fa crescere i capelli per sembrare un po' artista e un po' bohémien. Gente del cazzo. I negozi di strumenti musicali sono posti brutti, con musica brutta e roba brutta sparsa un po' in giro. Infatti ci entro il meno possibile. Oggi però mi sono voluta fare un regalo, e quindi ho dovuto entrarci. Eccolo qui:


Poi capisco come funziona, eh. In due o tre mesi ce la dovrei fare.

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29 ottobre 2008
accaparràtevela

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27 ottobre 2008
per una critica della famiglia nucleare
Nella scelta del partner cerchiamo di ritrovare i rapporti gratificanti della nostra infanzia, e vogliamo nello stesso tempo essere risarcite per tutte le fantasie rimaste da sempre inespresse. Quindi per molti la scelta di un partner comporta il tentativo di recitare una data parte legata a un suo personale repertorio di fantasie; e dal momento che spesso due persone hanno questa stessa esigenza, ma di rado lo stesso tipo di fantasie, ne può risultare un livello tra due registi rivali. Ci sono uomini, come ha raccontato di sé Stanley Spencer, che hanno bisogno di due donne complementari, e donne che hanno bisogno di due uomini complementari, o comunque può esservi bisogno di due oggetti d'amore complementari. Se di fronte a questo insistiamo nel riaffermare, innanzi tutto, ciò è immorale o “infedele” e che, anche qualora avvenga, è doveroso che ogni oggetto d'amore insista sul proprio diritto alla esclusività, non facciamo che rendere molto più difficile una situazione che non lo sarebbe stata affatto, o che comunque lo sarebbe stata molto meno, se a ognuno fosse stato possibile risolverla sulla base delle proprie esigenze.
Alex Comfort, Sex in Society

Non bisogna certo essere anarchici per rendersi conto che la moderna famiglia nucleare risponde in modo inadeguato e soffocante ai bisogni naturali di avere una casa e dei bambini, imponendo tensioni intollerabili a molte delle persone che vi sono intrappolate. Edmund Leach ha scritto: “Lungi dall'essere la base di una buona società, la famiglia, con la sua intimità soffocante e le sue segrete ferite, è la causa di tutte le nostre insoddisfazioni”. David Cooper l'ha definita “l'ultima e più letale camera a gas della nostra società”, e Jacquetta Hawkes ha detto che “è una struttura che pone delle spaventose pretese nei confronti degli esseri umani in essa intrappolati, che si trovano gravati dal peso della solitudine, da eccessive richieste, da carenze e tensioni”. [...] Il fatto che esistano coppie infelici per la loro sterilità, quando in altre ci sono troppi bambini non voluti o trascurati, testimonia di quanto sia ancora forte la mistica della parentela biologica. Essa concorre inoltre ad alimentare quella tipica situazione che vede l'attaccamento morboso dei genitori ai figli, nei quali hanno investito gran parte del loro capitale emozionale, e il disperato tentativo dei figli di sottrarsi a questo amore troppo possessivo.
Colin Ward, Anarchia come organizzazione

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23 ottobre 2008
cossiga faccia di merda
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano”.

E poi lui aggiunge dell'altro.

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letteratura
8 ottobre 2008
barbablù (il ritorno)
Perché l'abiezione è in fondo l'altra faccia dei codici religiosi, morali e ideologici sui quali poggiano il sonno degli individui e i momenti di calma delle società. Questi codici ne sono la purificazione e la rimozione. Ma il ritorno del loro rimosso costituisce la nostra apocalisse.
Angela Carter, La camera di sangue

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30 agosto 2008
quando dico che sono una rincoglionita
Scopro solo stasera che Peter Blegvad è uno dei fondatori di Slapp Happy. Epperò il suo disco da solista, comprato a due euro alla Wide prima che chiudesse i battenti, mi aveva fatto proprio cacare. Leviathan, invece, è sempre meraviglioso.

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28 agosto 2008
un segno


Da qui.


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21 agosto 2008
vertigine


tratto da Febbre

di Sarah Kane


A : E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuocollo i tuoi seni il tuo culo il tuo

e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e la’ltro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.



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16 agosto 2008
amen


L’assiuolo caduto

Si difendeva dal cane
Sebbene avesse un’ala spezzata
E sapesse d’essere perduto
Così, con ambedue l’ali spezzate, io
Mi difendo da Dio

Tommaso Landolfi
(7 agosto 1908 – 8 luglio 1979)

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13 luglio 2008
mooovida. (sse.)

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9 luglio 2008
cinque strade
Quante notti ritornano accanto a me
Vorrei prendere un volo e andarmene via
E sai che vorrei
Quante volte ho pensato alle mie follie
Giochi di ombra su altari di luce viva
per giungere a casa
Primavere inchiodate
spazzate via
E questa voce su un disco che gira e gira
e non è neanche mia
Quanti giorni passati a fissare il cielo
Avrei potuto ammazzarti con una mano
avessi avuto un motivo

Questi rami che crescono senza un dio
E questa voce su di un disco che gira e gira
e non è neanche mia

-Massimo Volume-


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2 luglio 2008
come Maria seppe di aver fatto sesso con Dio
Trascorsi alcuni mesi, in una piovosa e fredda sera d'inverno un angelo entrò nella casa di Maria di Nazaret, e fu come se non fosse entrato nessuno, perché la famiglia continuò nelle proprie occupazioni, solo Maria si accorse dell'arrivo dell'ospite, e d'altronde non avrebbe certo potuto far finta di niente visto che l'angelo le rivolse direttamente la parola, in questi termini, Sappi, o Maria, che il Signore ha mischiato il suo seme con quello di Giuseppe nella mattina in cui concepisti per la prima volta e che, di conseguenza, è dal Suo seme, cioè da quello del Signore, e non dal germine di tuo marito, benché legittimo, che è stato generato tuo figlio Gesù. Maria rimase sbigottita dalla notizia, la cui sostanza per fortuna non andò perduta nella confusa formulazione dell'angelo, e gli domandò, Allora Gesù è figlio mio e del Signore, Donna, quale mancanza di educazione, devi prestare attenzione alle gerarchie, alle priorità, del Signore e mio dovresti dire, del Signore e tuo, No, del Signore e tuo, Non mi confondere le idee, rispondi a quello che ti ho chiesto, se Gesù è figlio, Be', figlio, per ciò che significa figlio, è solo del Signore, e tu, all'occorrenza, sei stata solo una madre portatrice, Allora il Signore non mi ha prescelto, Macché, il Signore passava di lì per caso, chiunque stesse guardando lo avrebbe capito dal colore del cielo, ma notò che tu e Giuseppe eravate sani e robusti, e allora, se ancora ti ricordi come si manifestano questi bisogni, gli venne la voglia, e il risultato, nove mesi dopo, fu Gesù. Ma è sicuro, proprio sicuro, che sia stato davvero il seme del Signore a generare il mio primo figlio, Be', la questione è delicata, adesso pretendi da me una vera e propria indagine sulla paternità, mentre per la verità, in questi connubi misti, per quante analisi, per quanti test,per quanti conteggi di globuli si facciano, di certezze assolute non se ne possono avere mai, Povera me che, ascoltandoti, ho pesino immaginato che quel mattino, il Signore mi avesse scelto come Sua sposa, e in fondo è stato soltanto un caso, potrebbe essere così, ma potrebbe essere anche il contrario, ti dico che sarebbe stato addirittura meglio che tu non fossi sceso fino a Nazaret, lasciandomi nell'ignoranza, d'altronde, se vuoi che ti parli con franchezza, di un figlio del Signore, sia pur avendo me come madre, ce ne saremmo accorti subito al momento della nascita e poi, crescendo, del signore avrebbe avuto il portamento, l'aspetto e la favella, insomma, per quanto ti dica che l'amore materno è cieco, mio figlio Gesù non risponde a questi requisiti, Maria, il tuo primo grande errore è quello di credere che io sia venuto fin qua solo per parlarti di quel vecchio episodio della vita sessuale del Signore, il tuo secondo invece è quello di pensare che la bellezza e la facondia degli uomini siano a immagine e somiglianza del Signore, quando il Suo sistema, te lo dico io che sono di casa, è quello di essere sempre il contrario di come gli uomini lo immaginano, e inoltre, in confidenza, io credo che il Signore non saprebbe neppure vivere in altra maniera, la parola che la Sua bocca pronuncia il più delle volte non è il sì, ma il no, Ho sempre sentito dire che il Diavolo è lo spirito che si nega, se in cuor tuo non ti rendi conto della differenza, non saprai mai a chi appartieni, Appartengo al Signore, Macché, dici di appartenere a Lui e sei caduta nel terzo e più grande degli errori, cioè in quello di non avere creduto a tuo figlio, A Gesù, Sì, a Gesù, nessuno degli altri ha visto Dio, o mai lo vedrà, Dimmi, angelo del Signore, è proprio vero che mio figlio Gesù ha visto Dio, Sì, e come un bimbo che abbia trovato il suo primo nido, è corso a mostrartelo, e tu, scettica, tu, sospettosa, hai detto che non poteva essere vero, che se un nido c'era, era vuoto, che se uova conteneva, erano andate a male, e che se non ce n'erano, le aveva mangiate il serpente, Perdonami, angelo mio, di avere dubitato, Adesso non so se stai parlando con me o con tuo figlio, Con lui, con te, con tutt'e due, che cosa posso fare per riparare al male fatto, Che cosa ti consiglierebbe il tuo cuore di madre, Di andare a cercarlo, di dirgli che gli credo, di chiedergli di perdonarmi e di tornare a casa, dove il Signore verrà a cercarlo, giunta l'ora, Francamente, non so se sei in tempo, non esiste persona più sensibile di un adolescente, rischi di sentirti dire parole malvagie e di prenderti la porta in faccia, Se accadrà, la colpa sarà di quel demonio che l'ha stregato e perduto, non so neppure come il Signore, da padre, gli abbia concesso tanta libertà, tanta briglia sciolta, Di quale demonio parli, Del pastore con cui mio figlio ha trascorso quattro anni, sorvegliando un gregge che nessuno sa a cosa serva, Ah, il pastore, Lo conosci, Frequentavamo la stessa scuola, E il Signore permette che un tale demonio resista e prosperi, Lo richiede il buon ordine del creato, ma l'ultima parola sarà sempre quella del Signore, solo che noi non sappiamo quando la pronuncerà, ma vedrai che un bel mattino ci sveglieremo e scopriremo che nel mondo non esiste più il male, e adesso devo andarmene, se hai altre domande da pormi, approfittane, Soltanto una, Ottimo, Perché il Signore vuole mio figlio, Tuo figlio per modo di dire, Agli occhi del mondo Gesù è mio figlio, Perché lo vuole, tu chiedi, guarda che è proprio una buona domanda, sissignore, la cosa peggiore è che io non so risponderti, allo stato attuale la faccenda riguarda loro due, e non credo che Gesù sappia più di quanto ti avrà detto, Mi ha detto che avrà potere e gloria dopo morto, Anche di questa parte sono al corrente, Ma che cosa dovrà fare in vita per meritarsi tutte le cose meravigliose che il Signore gli ha promesso, Via, via, tu credi, donna ignorante, che quella parola esista agli occhi del Signore, che possano avere valore e significato quelli che presuntuosamente chiamate meriti, non so davvero che cosa vi crediate, mentre non siete altro che miseri schiavi della volontà assoluta di Dio, Non dirò altro, sono veramente la schiava del Signore, si compia in me la Sua parola, dimmi soltanto, dopo tutti questi mesi dove potrò trovare mio figlio, Cercalo, ché è tuo dovere, anche lui è andato in cerca della pecora smarrita, Per ucciderla, Sta' tranquilla che non ti ammazzerà, Tu invece lo ucciderai con la tua assenza nell'ora della sua morte, Come sai che non morirò prima io, Sono abbastanza addentro ai centri decisionali per saperlo, e adesso addio, hai fatto le domande che volevi, forse non ne hai poste alcune che dovevi, ma questo non mi riguarda più, Spiegamelo, Spiegatelo da sola. Con queste ultime parole, l'angelo scomparve e Maria aprì gli occhi.

Josè Saramago, Il vangelo secondo Gesù.

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16 giugno 2008
la nostalgia del mai accaduto

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13 giugno 2008
giuliano bruno
Giuliano Bruno: la secessione da un’epoca vile

di Alberto Prunetti

giulianobruno.JPG





Italia, nordest, febbraio 2007. Giuliano Bruno
è un liceale antifascista. Di ritorno da una manifestazione a Treviso viene aggredito e picchiato da un gruppo di Skinheads neofascisti.
Giuliano non esce più di casa, ha paura.
Da quell’episodio passano alcuni giorni, gli amici lo invitano a uscire. Partono in macchina, vanno verso il centro di Treviso, uno di loro scende, va in cerca di un altro compagno. Poi torna e dice a Giuliano: "Non uscire! Stanno arrivando gli Skinheads!" Arrivano. Aprono la porta della macchina. Giuliano è rimasto dentro assieme a un altro ragazzo. Gli chiedono: "Sei Giuliano Bruno?". "Sì, sono io".
Lo colpiscono con violenza in testa. L'amico prova a difenderlo. Gli rompono il naso.

Dopo la seconda aggressione Giuliano lascia la scuola, non vuole più stare nel trevigiano. Comincia a vagabondare per l’Europa. Partecipa alla manifestazione contro il G8 di Haligendamm, in Germania. Torna in Italia, trova alcuni lavori occasionali. Poi riprende a studiare, questa volta a Trieste.

La mattina del 5 maggio 2008 lo trovano a terra, sotto casa sua. Suicida.

Da Buenos Aires a Treviso

La famiglia di Giuliano Bruno era riparata in Europa negli anni Settanta per sfuggire alla dittatura pseudo-fascista argentina. La storia di Giuliano si lega a quella di suo nonno, Osvaldo Bayer, uno dei più noti scrittori argentini.

"Mi davano 24 ore di tempo per lasciare il paese altrimenti ero un uomo morto…". Così Osvaldo Bayer, nato a Santa Fe, Argentina, nel 1927, mi raccontava la storia della sua condanna a morte, pubblicata su un giornale di Buenos Aires e sentenziata da un gruppo clandestino di estrema destra nel 1974. All’epoca dell’intervista, poi pubblicata su Il Manifesto, ero andato a trovarlo a casa sua, nel quartiere Belgrano, in quella casa d’angolo della città rioplatense che il suo amico Osvaldo Soriano, eterno provocatore, definiva un tugurio. Era l’autunno del 2005 e Buenos Aires mi veniva incontro con le parole di questo vecchio con la barba bianca e lunga, autore del romanzo “Severino Di Giovanni” (1970), della "Patagonia Rebelde" (1972, di prossima uscita in italiano per l'editrice Elèuthera) e, in tempi più recenti, di “Rayner y Minou” (2001).


L’idea era quella di farmi raccontare da Osvaldo la sua vita e le ricerche storiche dedicate all’emigrazione politica italiana, che lo avevano portato a scrivere libri stupendi, opere tanto radicali che i militari — conquistato il potere a Buenos Aires con un colpo di stato negli anni Settanta — non si accontentarono di costringerne l’autore all’esilio, ma arrivarono a dare alle fiamme ogni esemplare che riuscivano a rastrellare. Infine, perché la misura fosse colma, proibirono il film tratto da un romanzo di Osvaldo e che lui stesso aveva sceneggiato, la “Patagonia rebelde”, di Héctor Olivera, Orso d’argento a Berlino eppure proibito in patria con tanto di persecuzioni rivolte contro tutto lo staff, incluse le comparse. Eccessi argentini sembravano a quei tempi, quando io e Osvaldo discorrevamo di tempi passati e lontane persecuzioni.

Ricordo che mi sentii indiscreto quando, parlando dello scrittore desaparecido Rodolfo Walsh, mi venne da chiedere un dettaglio troppo forte sulla sua morte. Le lacrime che per un attimo bagnarono gli occhi di Osvaldo non turbarono la sua lucidità, perché lui stesso, come Walsh, si è fatto carico di scrivere in tempi difficili.

Eppure Osvaldo, costretto alla fuga, obbligato a nascondersi in casa di anarchici, sempre pronto a organizzare progetti di cospirazioni contro le dittature — come quella volta che organizzò assieme a Soriano e García Márquez il progetto, poi rimasto sulla carta, di un ritorno in massa di intellettuali esuli latinoamericani — non avrebbe pensato, in quella tranquilla mattina portegna, di dover ancora una volta scrivere parole tanto amare. Ancora scrivere di perseguitati, di ammazzati, di amici costretti al suicidio per sfuggire alle torture, per bere da soli il calice amaro di un’epoca vigliacca. È il violento “oficio de escribir, amigo”, gli avrebbe ricordato Walsh. La testimonianza di scrivere, di farsi violenza a scrivere, di scrivere su fatti violenti. Un’epoca che sembrava chiusa e che invece costringe Osvaldo, a cui le Madres de Plaza de Mayo hanno dedicato il loro caffè letterario, a scrivere ancora, a riempire d’inchiostro quelle pagine bianche che ogni mattina, alle sei in punto, cominciano a presentarsi sulla sua scrivania.

Ma questa volta il compito è più amaro. Perché il giovane rebelde, una figura che ricompare in tante pagine dell’opera di Osvaldo, non è un anarchico nato un secolo fa, né un martire di un’idea che arriva a Baires dai barconi transoceanici. Questa volta Osvaldo scrive di suo nipote, di Giuliano Bruno, il figlio di sua figlia Ana, che ancora piccola lui fece montare in fretta e furia su un aereo diretto in Europa perché non conoscesse gli orrori e le violenze orchestrate da un gruppo di fascisti con in mano le redini dello stato. Tragico paradosso e lugubre scherzo del destino, quello che ha portato il giovane rebelde in questa Italia che da terra d’accoglienza per gli esuli e i rifugiati politici si fa spazio di persecuzione.

Perché Giuliano Bruno non è stato ammazzato come Carlo Giuliani, né come Nicola Tommasoli. Non è morto neanche come quel rumeno di cui nessuno ricorda più il nome — forse perché gli stranieri in questo paese sono privati anche del loro nome — e che è cascato dalla finestra di una questura, o forse era la tromba delle scale, e tanto chi se ne frega, diranno i giornali che a questa notizia non dedicano quasi neanche un trafiletto. Giuliano Bruno è morto respirando ogni giorno quest’atmosfera che viviamo in Italia, questo misto di nebbia di Weimar, di paura argentina e di grottesca farsa italiota. Condita dai pogrom e dai rigurgiti neorazzisti, dagli assalti delle teste rasate, dall’intolleranza verso tutto ciò che non sia la voglia di fregare il prossimo per comprarsi il Suv. Un’epoca agra e triste, una “mala notte” a cui Giuliano ha reagito con l’ultimo gesto del ribelle, quello che rivendica il proprio diritto di secessione da un mondo tanto vile e letale.


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permalink | inviato da hooverine il 13/6/2008 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
12 giugno 2008
Le luci della centrale elettrica / recensione fuori tempo massimo
Certo, sembra che tutto sia al suo posto, quando vai sul maispeis di Vasco Brondi. C'è anche un disco, uscito per La Tempesta, ma quello che ascolto io è il demo autoprodotto, che dicono sia più bello di Canzoni da spiaggia deturpata. Io ci credo. Lasciando da parte la prevedibilità di alcuni riferimenti (c'è tutto, ma proprio tutto, dai CCCP ad Andrea Pazienza a De Gregori a Frigidaire), il disco è bello e fa venire i brividi. E c'è pure un blog, che ci spiega che questo ragazzo di Ferrara scrive davvero bene.

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permalink | inviato da hooverine il 12/6/2008 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 maggio 2008
apartheid e altri fascismi
Oggi non ho tempo di scrivere nulla, anche se ne avrei di cose da scrivere. Lo farò domani sera, forse. Intanto date un'occhiata a quello che ha scritto lei: riassume egregiamente il mio stato d'animo.

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permalink | inviato da hooverine il 31/5/2008 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 maggio 2008
una biografia di un fascista...
... sul blog di un fascista.
E pensare che il TG2 stasera mi aveva quasi convinta che Almirante fosse un eroe della patria. Qualcuno ha pure detto: "peccato che non possa vedere realizzata l'Italia che ha sempre sognato". E Violante, l'unico di - urgh - sinistra, ha detto che Almirante è stato un grandissimo personaggio politico. nessuna voce contro, se non le parole (riportate dal giornalista) di un esponente del PD che si è permesso di ricordare gli scritti a difesa della razza. Allora hanno detto che Almirante si è scusato, per quegli scritti.

(Poco dopo, uno splendido servizio sulla proposta di referendum abrogativo della legge Merlin, portata avanti dalla Santanché. Chi hanno intervistato, tra gli esponenti dell'opposizione? La Binetti, secondo cui la prostituzione è un problema di immigrazione e di criminalità, e non di diritti negati alle donne).

(Ah, poi c'era il rapporto ISTAT: ho saputo il numero esatto di immigrati rumeni, ma non ho nessuna informazione riguardo gli immigrati di altre nazionalità: però il giornalista, magnanimo, ha detto che gli irregolari, quando lavorano, sono proprio uguali a noi).

(E Crescenzio Sepe, vescovo di Napoli, che dice che in quelle zone l'unica presenza costante e positiva è la Chiesa? no, dico, ne vogliamo parlare?)

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permalink | inviato da hooverine il 28/5/2008 alle 22:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
26 maggio 2008
rimembranze
Oggi è il Towel Day. Me l'ha detto lui. Non sono fan di Douglas Adams al punto da portarmi appresso un asciugamano per tutto il giorno (sarebbe complicato spiegarne le ragioni ai miei studenti), però gli dedico un pensierino (e nel frattempo guardo queste).

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permalink | inviato da hooverine il 26/5/2008 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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