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hooverine
29 ottobre 2008
accaparràtevela

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27 ottobre 2008
per una critica della famiglia nucleare
Nella scelta del partner cerchiamo di ritrovare i rapporti gratificanti della nostra infanzia, e vogliamo nello stesso tempo essere risarcite per tutte le fantasie rimaste da sempre inespresse. Quindi per molti la scelta di un partner comporta il tentativo di recitare una data parte legata a un suo personale repertorio di fantasie; e dal momento che spesso due persone hanno questa stessa esigenza, ma di rado lo stesso tipo di fantasie, ne può risultare un livello tra due registi rivali. Ci sono uomini, come ha raccontato di sé Stanley Spencer, che hanno bisogno di due donne complementari, e donne che hanno bisogno di due uomini complementari, o comunque può esservi bisogno di due oggetti d'amore complementari. Se di fronte a questo insistiamo nel riaffermare, innanzi tutto, ciò è immorale o “infedele” e che, anche qualora avvenga, è doveroso che ogni oggetto d'amore insista sul proprio diritto alla esclusività, non facciamo che rendere molto più difficile una situazione che non lo sarebbe stata affatto, o che comunque lo sarebbe stata molto meno, se a ognuno fosse stato possibile risolverla sulla base delle proprie esigenze.
Alex Comfort, Sex in Society

Non bisogna certo essere anarchici per rendersi conto che la moderna famiglia nucleare risponde in modo inadeguato e soffocante ai bisogni naturali di avere una casa e dei bambini, imponendo tensioni intollerabili a molte delle persone che vi sono intrappolate. Edmund Leach ha scritto: “Lungi dall'essere la base di una buona società, la famiglia, con la sua intimità soffocante e le sue segrete ferite, è la causa di tutte le nostre insoddisfazioni”. David Cooper l'ha definita “l'ultima e più letale camera a gas della nostra società”, e Jacquetta Hawkes ha detto che “è una struttura che pone delle spaventose pretese nei confronti degli esseri umani in essa intrappolati, che si trovano gravati dal peso della solitudine, da eccessive richieste, da carenze e tensioni”. [...] Il fatto che esistano coppie infelici per la loro sterilità, quando in altre ci sono troppi bambini non voluti o trascurati, testimonia di quanto sia ancora forte la mistica della parentela biologica. Essa concorre inoltre ad alimentare quella tipica situazione che vede l'attaccamento morboso dei genitori ai figli, nei quali hanno investito gran parte del loro capitale emozionale, e il disperato tentativo dei figli di sottrarsi a questo amore troppo possessivo.
Colin Ward, Anarchia come organizzazione

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permalink | inviato da hooverine il 27/10/2008 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
23 ottobre 2008
questo mestiere mi spezza il cuore, lo fa a brandelli e poi lo macina.
Passo molto tempo a contatto con gli adolescenti, che sono delle creature indecifrabili, a volte detestabili, a volte adorabili.
Ingaggio lotte quotidiane per conquistare la loro attenzione e il loro rispetto, li ascolto mentre tirano fuori il loro peggio e vorrei sbatterli contro un muro e prenderli a pedate nel culo per far sì che capiscano che la vita non è solo cazzeggio e superenalotto e figa, e poi a volte mi guardano con quei loro occhi che hanno una innocenza straordinaria e sento che si è creato un contatto e a quel punto crack! il mio cuore si spezza.

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23 ottobre 2008
cossiga faccia di merda
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano”.

E poi lui aggiunge dell'altro.

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13 ottobre 2008
quarantotto giorni
“L'arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Le feste in montagna: quella di Tarderia e quella di Nicolosi. Gli amici che si lasciano e che poi tornano assieme. Le amiche che si innamorano. Le droghe. I lunghi rasta di Marco. La piazza. Il cavallo. Le scale, troppe scale. Nicolas che ci aiuta a togliere di torno i cocci quella volta che è esplosa la porta della cucina (con un coltello e a mani nude ha staccato tutto quanto era rimasto della vetrata, lasciando il telaio intatto). La fanzine. I nodi che vengono al pettine. Saramago. I Sonic Youth. La macchina di Ciuzzo senza più specchietti retrovisori. Il Pecha Cucha che non abbiamo visto. La pizza a domicilio. Gli Hoovers. La Lomax. Le bretelle di Stefano. Pantalica. Il berretto da Chuck Norris e quello di Arale. Le foto. Il tilt-shifting. Il bot. Imparare il Perl. Martina. Agata. Antonella e Sévérine. La questura. Denuncia contro ignoti. La bolletta non pagata. La camera di commercio. Amal. Di notte a scrocco sulla terrazza dei vicini. La lunga pipa da oppio. Le birre, il martini, il jameson. Il nanetto. Il monastero. Analitici vs Continentali. Il romanzo di Lazarus. La Villaggio Maori. Il generatore di sequenze casuali di suoni a 8 bit. Il pacchetto di Lorenzo. Quello di Macno. Le registrazioni amatoriali dei Pecora. Be Kind Rewind. Burn After Reading. Aquila the King. Le cartine corte, le cartine lunghe. Lo scaldabagno nuovo. Quintron. La fisarmonica a otto bassi, per bambini, sia chiaro. I plettri. I santi martiri. Lo sciopero dei netturbini. L'uomo al megafono, sotto la finestra del sindaco. Corinna. Le due israeliane. Il compleanno di Salvo. La luna piena. La luna calante. Trovarsi nelle nuvole a mille metri sul livello del mare. Vomitare. Capo azienda agroalimentare. Chiusa in casa per dodici ore di fila. Non dormire. Nera come una notte nera, nera come un lago d'inchiostro, nera come l'ossidiana, lucida, a specchio. La traduzione conto terzi. La biancheria dell'Upim. Frank. L'assistenza remota di Brullo. Gli autoritratti. Le tette. Giuliana che si sposa. Il Glamour. Antonia e Gianna. La casa dai soffitti alti, piena di luce. Piantare ciclamini al cimitero. Le riunioni di redazione. L'accordatore. Il walzer di Chopin che non sono riuscita a imparare. Cristina. Suo padre. I funerali. Le inattese rimpatriate in circostanze poco liete. Anna. Daniela. Livio. Claudia. Valentina. La casa in via Diana. Ferla di sera, ritorno alla civiltà. Cucinare vegano per amarmi di più.  I Dog a Dog. I Guller. Il backstage. Tachicardia. I mobili antichi, portati a braccia fino al terzo piano. Eloisss. Evln. Fioritura di identità. La donna umanista, colei che giace col nemico. L'avversario. Il silenzio. La loquacità. Tutto assieme. Komm zu mir. Il mercato. La spazzatura, i piccioni, le lattughe marce. L'odore di oppio che si sente, quasi per sbaglio, passando davanti alle botteghe cinesi. L'incidente di Attilio. Sim 2.0 (o quasi). Il pick-up. Il sangue freddo. Pina. Da qualche parte, a Regina Coeli, una parte di me.

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13 ottobre 2008
sul ponte del traghetto, dopo il tramonto
«Il mio maestro mi diceva che una volta chiuvìu due anni di fila e il mare si fermò. Ma è possibile che chiuvìu accussì assai? E poi il mare non finisce mai. La terra, come fa la terra a tenere tutto questo mare?»
«...»
«Ecco la corrente. La vede, signorina, la corrente? Va sempre in questa direzione, la corrente.»
«...»
«La luna è lì. Io abito vicino alla stazione, e la luna la vedo di là. Qui invece la luna è dall'altra parte.»
«Ma la luna si muove.»
«Si muove? Io la vedo sempre là.»
«Perché la guarda sempre alla stessa ora.»
«Io la guardo sempre a quest'ora, ed è là.»
«Ma si muove. Se lei la guarda a un'altra ora, la vedrà da un'altra parte.»
«È piena. Guardi, signorina, ha gli occhi, il naso, la bocca. È una donna.»
«Sì.»
«È bella la luna.»
«Sì.»
«È come un ritz, ha presente i ritz, quelli che si mangiano? La luna quando è piena è un ritz pieno. E quando è vacante, è un ritz vacante.»
«...»
«Quella è la Calabria, signorina?»
«Sì»
«Che grande che è.»
«Sì»
«Quanti posti belli ci sono nel mondo. Scendiamo. Arrivederci.»
«Arrivederci.»

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8 ottobre 2008
imparare cose nuove

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letteratura
8 ottobre 2008
barbablù (il ritorno)
Perché l'abiezione è in fondo l'altra faccia dei codici religiosi, morali e ideologici sui quali poggiano il sonno degli individui e i momenti di calma delle società. Questi codici ne sono la purificazione e la rimozione. Ma il ritorno del loro rimosso costituisce la nostra apocalisse.
Angela Carter, La camera di sangue

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3 ottobre 2008
cani randagi
Se la notte è profonda io mi nascondo da me stessa.

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