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hooverine
19 gennaio 2009
dell'osceno
"Il mio corpo, spesso in quiete per anni, veniva scosso improvvisamente da questo desiderio di qualcosa di triviale, di disgustoso, qualcosa di ripugnante, di osceno che potevo ritrovare anche nelle cose migliori - un odore volgare, un po' di zolfo, un po' di inferno. questa frenesia aveva in sé qualcosa dell'eterno ebreo errante - che va avanti insensatamente, che vaga insensatamente in un mondo insensato, osceno."
Franz Kafka

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18 gennaio 2009
tra dieci anni
Mi avresti presa a braccetto con un certo orgoglio e ce ne saremmo andati in giro per il paese, rintontiti dal set di amari e liquori illegalmente distillati nello sgabuzzino. Ci saremmo divertiti a prendere in giro i parenti di mamma, e avremmo anche parlato di letteratura, nel nostro modo fazioso e grossolano che ci piace tanto. Tu avresti fatto considerazioni pecorecce sul fondoschiena della nuova moglie del cugino Fabio, e io avrei fatto finta di imbarazzarmi (ma solo finta, eh). Poi mi avresti chiesto una sigaretta e te l'avrei offerta, e ne avrei fumata una anche io. E poi mi avresti chiesto del mio lavoro, così: ma insomma si può sapere esattamente cosa fai? E io avrei tentato di spiegartelo ancora una volta, invano. E saremmo stati bellissimi, io e te, una quarantenne dai capelli corti e grigi e un settantenne leggermente in sovrappeso, dallo sguardo brillante e distante, sempre.

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13 gennaio 2009
contro la riproduzione #1
Francine   Cosa stai facendo, Lulu?

Lulu
         Mi servono i soldi per un taxi. Hai dimenticato che oggi è il giorno del mio aborto?

Francine 
Lulu, c'è un essere vivente dentro di te! Ti prego, tieni il piccolo! Lo cresceremo insieme, compreremo una carrozzina e tanti pannolini. Lo capisci, quel bambino è parte di te!

Lulu
        Sta rubando parte di me, vuoi dire! Io lo sento come un cancro, che diventa di giorno in giorno più grosso. E quando infine mi avrà sventrata, eccolo lì, nella mia vita, pronto a derubarmi di tutti quei piccoli divertimenti che io merito di avere!
             
John Waters, Polyester (1981)

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12 gennaio 2009
la sigaretta della disperazione
Scrivere è uno strazio. È un'occupazione alla quale ci si può appassionare gioiosamente solo se si soffre di gravi disturbi della personalità. Le soddisfazioni arrivano dopo, a lavoro terminato, pubblicato, incensato, glorificato, retribuito, e cioè arrivano molto di rado (quasi mai). Ma sono nel mio trentesimo anno, e mi lancio delle sfide, e le raccolgo, e tanto che mi frega, al limite ho solo sottratto del tempo a Biotronic.

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10 gennaio 2009
La storia della Sicilia in cento secondi
Fa strano vedere come la mafia appaia solo al sessantesimo secondo.

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10 gennaio 2009
i distributori italiani devono morire (ovvero buoni propositi per il 2009)
I film per il 2009.
Non esiste nessuna ragione, a parte il tentativo di parodiare West Side Story, per cui un film intitolato Desperate Living si trasformi in Nuovo Punk Story. Se esistono degli studi precisi sull'opportunità di tali scelte, vorrei comprarli tutti per poi bruciarli nel mio cortile in una notte di luna piena.
Adesso, in teoria, dovrei scrivere la recensione del film, che ho visto qualche sera fa tenendo il culo ben poggiato contro il termosifone, ma fare delle recensioni fuori tempo massimo (trentadue anni, per l'esattezza) comincia a sembrarmi inutile. Dico semplicemente: è bello, guardatelo. In alcune parti è disgustoso, in altre è geniale. Peggy come l'America conservatrice, Griselda come i bassi istinti, e le lesbiche di Mortland qualcosa vorranno pur dire.
Nel 2009 porto pure Ex-drummer, e Alice.
Va ben.
I libri per il 2009.
Avevo pure intenzione di parlare di libri. Il 2008 si è ben concluso, grazie a Martín (Playlove e Bitch), Vaché (Lettere di guerra), Manchette (Nada), Lansdale (Bad Chili), Gilardi (Meglio ladro che fotografo) e qualche altro. Il 2009 comincia con un buon proposito che spero di mantenere: non comprare altri libri né tanto meno iniziare nessuna lettura se prima non arrivo alla fine di Dalla parte di Swann.
I dischi per il 2009.
E di dischi? Vogliamo parlare di dischi? Parliamone, ma sono fuori tempo massimo anche questi.
C'è, innanzitutto, a traghettarmi da un anno all'altro, Scott Walker (Tilt
e The Drift). Poi, i São Paulo Underground (The Principle Of Intrusive Relationships) e Fred Frith (Gravity). Ascolto a cadenza quasi quotidiana i Sonic Youth, ma solo perché me l'ha detto il dottore.
I viaggi per il 2009.
I viaggi del 2009 prevedono una fuga a Berlino, un'estate a Bordeaux se le cose si mettono bene, settimane a Gadania, Milano come sempre, e forse, se trovo chi mi accompagna, il Monte Verità in Svizzera (prima o poi scriverò qualcosa sull'attrazione che la Svizzera esercita su di me).
I buoni propositi per il 2009.
Non ce n'è, a parte non mettere più piede in una scuola.
I cattivi propositi per il 2009.
Continuare così, fino allo scatto finale.
10 gennaio 2009
oh, noes!
Italy Gig List ha chiuso, e me ne accorgo solo adesso.

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6 gennaio 2009
gli appartamenti
Gli appartamenti. La carta da parati. Gli infissi. I sanitari. La tenda per la doccia, azzurra. I fornelli. Il lavello, doppio, di ceramica. I tappeti. Il divano. Il tavolo di vetro nel soggiorno. La libreria di design. Gli stucchi sul soffitto. I libri, ben disposti, uno squadernamento dei gusti dei padroni di casa. Copie del manifesto e di Alias. Vecchi numeri di Mad in bagno. Riviste di arredamento. Il televisore che non si accende mai. I vostri appartamenti, le vostre feste del cazzo. La vita mondana che diventa autocannibalismo. I cerchi nella notte. Le sigarette. La pioggia. Scusa, ti inzacchero la passatoia all'ingresso. Scusa, ti ho versato il moscato sulla tappezzeria della poltrona vintage nel tuo salotto arredato con lo stesso gusto di una parrucchiera cieca. Farsi le foto per poi correre a metterle in rete, per far vedere che sì, c'eravamo tutti, sì, ci siamo divertiti, sì, siamo fotogenici, giovani ed esistiamo.

Quante notti ritornano accanto a me
Vorrei prendere un volo e andarmene via
E sai che vorrei
Quante volte ho pensato alle mie follie
Giochi di ombra su altari di luce viva
per giungere a casa
Primavere inchiodate
spazzate via
E questa voce su un disco che gira e gira
e non è neanche mia
Quanti giorni passati a fissare il cielo
Avrei potuto ammazzarti con una mano
avessi avuto un motivo
Questi rami che crescono senza un dio
E questa voce su di un disco che gira e gira
e non è neanche mia

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POLITICA
3 gennaio 2009
perché ho deciso di scendere dalla cattedra e mai più risalirci
Ieri, mentre stavo per uscire, ha squillato il telefono. Era una segreteria scolastica, cercavano un supplente per sostituire una docente in malattia. Ho detto di no, anche se per un attimo ho avuto la tentazione di dire di sì. E invece ho detto di no. Circa un mese fa, mentre varcavo per l'ultima volta la soglia della scuola media in cui ho insegnato (che parolone) per una settimana, mi sono detta basta. Basta supplenze. Basta scuola. Basta istruzione tradizionale, colleghe imbecilli, burocrazia inutile, ragazzi svogliati. Basta.
Sono tornata a casa piena di rabbia, con la giacca zuppa di pioggia. Ho cercato la copia di A in cui sapevo esserci un articolo sulla pedagogia libertaria. Ho fatto qualche ricerca in rete. Ho trovato ciò che mi interessava più di ogni altra cosa: un libro su Summerhill. Ho pure scaricato testi di Illich, Stirner, Vaneigem. Alcuni li conoscevo già, e li rileggo con piacere. Ho dato un'occhiata alle scuole libertarie nel mondo: sono tante, e funzionano. E se funzionano, ci sarà un motivo.
Nella mia breve esperienza scolastica, ho capito una cosa in particolare: i nostri istituti si basano su sistemi educativi obsoleti, che forse un tempo funzionavano (e dico forse) perché i docenti non avevano ancora perduto l'autorità. Gli studenti si applicano solo se minacciati. È la paura del brutto voto, della bocciatura, del rimprovero, che li porta a studiare. Anche per i migliori funziona così. Certo, l'amor proprio. Certo, il desiderio di imparare. Ma ogni ragazzo desidererebbe restare a letto la mattina piuttosto che andare a scuola. Tutti gli adolescenti odiano la scuola. È la normalità. Io odiavo la scuola da studente, e l'ho odiata da docente. È insopportabile la gestione degli spazi: lo spazio tra la cattedra e i banchi è incolmabile. Mi rendo conto che per la maggior parte del tempo stavo in piedi, o seduta sulla cattedra. Dietro la cattedra non si vedono bene i ragazzi, e i ragazzi non vedono bene il docente. Sarebbe meglio stare seduti a cerchio, per esempio.
Ma non si tratta solo di questo.
Il sistema attuale prevede ancora la figura autoritaria e coercitiva, che però è quasi del tutto scomparsa. Così il rendimento dei ragazzi peggior via via. Lo spauracchio della bocciatura è quasi scomparso. Ed è un bene, intendiamoci. Solo che a quello, e a tutti gli altri spauracchi e a tutti gli altri metodi di coercizione, non se ne sono sostituiti altri. Il vecchio sistema scolastico è scomparso, e al suo posto rimane solo un gran casino.
E non finisce qui.
I libri di testo fanno quasi tutti schifo. I libri di storia, quelli di filosofia, per non parlare delle antologie di letteratura. Sono pieni di errori grossolani, di tentativi non tanto nascosti di catechesi cattolica. Qualcuno con più esperienza di me potrebbe affermare il contrario, e convincermi di aver avuto solamente un po' di sfortuna. È probabile, ma attendo smentite. Nel frattempo, ho chiuso con l'insegnamento, e mi dedico allo studio della pedagogia libertaria.
Perché, vi giuro, se avessi un figlio, al pensiero di mandarlo a scuola mi si stringerebbe il cuore. 

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CULTURA
2 gennaio 2009
le pornografie
Da qualche tempo avevo in testa un post sulla pornografia, ma a causa di viaggi e spostamenti e ingozzamenti natalizi non sono riuscita a metterlo giù come avrei voluto. Mi accontento di scrivere alcune osservazioni sparse prima che si faccia troppo tardi e ciò che volevo scrivere sfugga definitivamente.
Innanzitutto, in Inghilterra è stato approvato il Criminal Justice Act, che sbrigativamente condanna il possesso di immagini oscene. repubblica.it (che, ricordiamolo, ultimamente fa cagare in maniera impressionante) ci dice che la legge “è il risultato di una campagna condotta dalla signora Liz Longhurst, madre di Jane, un'insegnante di Brighton di 31 anni rapita nel 2003 e trovata undici giorni dopo, strangolata da due cravatte strette attorno al collo. Il suo assassino, Graham Coutts, un musicista, è stato condannato a 26 anni di carcere, e al processo si è difeso affermando che la morte della donna, con la quale ha sostenuto di avere avuto rapporti sessuali consenzienti, era stata la conseguenza accidentale di un incontro a base di sesso estremo e che lui era ossessionato dallo pratica dello strangolamento. Durante le indagini, a casa di Coutts la polizia aveva trovato centinaia di immagini di necrofilia e di soffocamento. Proprio il giorno prima dell'incontro fatale, e poi nei giorni successivi alla scomparsa della giovane donna, Coutts aveva scaricato sul suo computer scene di feticismo, necrofilia e pornografia violenta.”
Ovvero, la pornografia viene considerata una delle cause (se non LA causa) dei crimini a sfondo sessuale. Impedire agli uomini inglesi di farsi le pippe a casa guardando filmini sadomaso eviterebbe, secondo gli altrimenti ragionevoli legislatori britannici, che questi stessi uomini escano per strada a brancare le figlie di buona famiglia. Peggio ancora, questa legge considera tutti i pornofili (e la sottoscritta, per dire, lo è) dei potenziali maniaci sessuali o, più ampiamente, dei disturbati.
Wendy McElroy, leader delle femministe individualiste, in un breve saggio pubblicato da Stampa Alternativa nel volumetto Anarchici senza bombe, scrive:
“Immaginiamo […] che esista una correlazione fra pornografia e stupro. Cosa proverebbe una tale correlazione? Una correlazione non è una relazione causale. È un errore logico supporre che se A è correlato con B, allora A causa B. entrambe potrebbero essere causate da un fattore completamente estraneo, quale C. Per esempio, esiste un'elevata correlazione tra il numero di dottori in una città e l'alcool che vi viene consumato. L'uno non causa l'altro. Reprimere ulteriormente il sesso restringendo la diffusione della pornografia potrebbe anche aumentare l'incidenza degli stupri”.
Alan Moore, nel suo splendido Lost Girls, fa pronunciare a un personaggio queste parole, che pongo a chiusura di questo post mal scritto:
"Le pornografie sono i boschi incantati dove il nostro io più segreto e vulnerabile può giocare in tutta tranquillità. […] Sono i lussuosi palazzi che tutte le polizie e gli eserciti del mondo esterno non potranno mai saccheggiare o ridurre in macerie. […] Sono i nostri giardini segreti, dove seducenti sentieri di parole e immagini ci conducono alla porta accecante del nostro piacere, oltre cui le cose possono essere espresse in una lingua che supera ogni letteratura, e ogni parola."

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