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Milo Manara, disegnatore per signorine

Milo Manara, disegnatore per signorine, fa mostra di sé sul mio letto accanto a Bukowski. A me non  piace nessuno dei due, e questo è il prezzo da pagare per aver perso la mia copia sgualcita di Opus Pistorum. Al quarto giorno dal mio ritorno, e con ancora un intero mese da trascorrere in questa città, in questa casa, con tutte queste vecchie cattive abitudini tipo bere tutte le sere e sudare veleno, le cose che accadono a milletrecento chilometri da qui cominciano a mostrarsi dietro una specie di lente traslucida che le fa tremolare nella distanza e nel ricordo. La casa di Albisola, quella di Milano, le prove, i supermercati, la filovia, il tram, la metropolitana, il casello dell'autostrada e la stazione di servizio sul Passo del Turchino. Ma la colpa non è mica mia. È colpa di questa immensa bolla che racchiude questa città e tutti i suoi abitanti, questa città autosufficiente a tal punto da sembrare quasi circondata da un fossato in cui nuotano animali feroci e galleggiano teste mozzate. Sì, dev'essere qualcosa del genere.
Ciononostante mi sento sempre in prestito. E non accade solo qui. Accade ovunque. Non c'è nido e non c'è radice. Però l'altro ieri una vecchia zia mi ha mostrato una foto della mia trisnonna assieme alla mia bisnonna e a un numero non meglio precisato di prozie e prozii. Mi ha emozionato profondamente. Se riesco a farne una copia ve la faccio vedere, così capirete di che sangue e  carne sono fatta.

Postilla: mi dicono che questa casa, un paio di giorni prima del mio arrivo, si sia messa in subbuglio per la gioia. Ecco, vorrei dire alle presenza che la abitano grazie, lusingata, ma per carità, che non vi venga in mente di mostrarvi, soprattutto quando la Cippinz viene a trovarmi. Grazie.

Pubblicato il 26/6/2008 alle 14.58 nella rubrica Diario.

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