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cucchiaini

In qualche modo che ancora mi sfugge, il controllo sul mio corpo e sulle mie reazioni comincia a dare i suoi frutti. Controllo non è il termine più adatto – potremmo chiamarla vigilanza. La vigilanza e la valutazione costante del bene e del male. Poi c'è la capacità di scelta autonoma e sopra ogni altra cosa l'abolizione del senso di colpa. Ho trascorso un intero inverno a Milano ragionando di sensi di colpa, monogamia e vincoli morali, tra una fumata e l'altra, sorsi di vino scadente dell'esselunga, Brian Eno, giochi di logica, passaggi in motorino, shakerata nella metropolitana, con gli occhiali da sole in un bar di via Manzoni (ma non era più inverno, era già primavera inoltrata), e cercavo di sentirmi forte, al di là del bene e del male, quando guidavo di notte lungo viale Abruzzi, e poi piazzale Loreto, e il cimitero monumentale e le trans che fioriscono proprio sotto casa a un certo orario della sera. Ragionavamo, io e Lorenzo, di rivoluzioni culturali, di libertà individuali, di sballi e di traumi. Io mi dicevo: sono pronta? Oppure non sono più ciò che avrei potuto essere? Mi dicevo: tutte queste teorie a cosa mi servono se poi non faccio altro che trascinarmi? Se mi basta lasciare i piatti sporchi per una notte per starne male (e non lavarli ugualmente, è chiaro)? Se una parte di me ha bisogno di sentirsi produttiva e frustrata e stressata e sessualmente insoddisfatta e uterina e in sovrappeso e spaventata dai tatuaggi, dai microfoni e dalle mille possibilità di urlare e rompere gli oggetti, fracassare ortaggi contro le pareti della cucina, rendere impossibile la vita agli altri, inseguire i desideri, comprare vibratori, ignorare i bisogni di chi mi sta accanto?
In questo soggiorno siciliano mi sono presa per un orecchio e infilata in una sorta di miscelatore emotivo. Anzi, no, una centrifuga. Ora mi sento proprio così: centrifugata. Le scorie da una parte, la sostanza dall'altra. Ho toccato parti di me che hanno ceduto. Altre le ho scoperte, nuove, fresche come se fossi nata da un giorno. A chi gioveranno tutte queste novità? A me? A lui? A chi? Vi prego, cavatemi le ovaie prima che sia troppo tardi.

Pubblicato il 24/7/2008 alle 20.11 nella rubrica Diario.

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