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sul ponte del traghetto, dopo il tramonto

«Il mio maestro mi diceva che una volta chiuvìu due anni di fila e il mare si fermò. Ma è possibile che chiuvìu accussì assai? E poi il mare non finisce mai. La terra, come fa la terra a tenere tutto questo mare?»
«...»
«Ecco la corrente. La vede, signorina, la corrente? Va sempre in questa direzione, la corrente.»
«...»
«La luna è lì. Io abito vicino alla stazione, e la luna la vedo di là. Qui invece la luna è dall'altra parte.»
«Ma la luna si muove.»
«Si muove? Io la vedo sempre là.»
«Perché la guarda sempre alla stessa ora.»
«Io la guardo sempre a quest'ora, ed è là.»
«Ma si muove. Se lei la guarda a un'altra ora, la vedrà da un'altra parte.»
«È piena. Guardi, signorina, ha gli occhi, il naso, la bocca. È una donna.»
«Sì.»
«È bella la luna.»
«Sì.»
«È come un ritz, ha presente i ritz, quelli che si mangiano? La luna quando è piena è un ritz pieno. E quando è vacante, è un ritz vacante.»
«...»
«Quella è la Calabria, signorina?»
«Sì»
«Che grande che è.»
«Sì»
«Quanti posti belli ci sono nel mondo. Scendiamo. Arrivederci.»
«Arrivederci.»

Pubblicato il 13/10/2008 alle 14.31 nella rubrica Diario.

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