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shopping a milano

Il mondo della musica contiene in sé delle sacche di cattivo gusto dalle dimensioni sconosciute. Me ne accorgo tutte le volte che entro in un negozio di strumenti musicali e comincio a cercar qualcosa che possa piacermi, e invece trovo soltanto amplificatori orrendi (oggi ho visto addirittura un combo marca Jack Daniel's, non ci volevo credere, non era possibile, cristo), chitarre customizzate da un grafico cieco o cretino, tracolle con i teschi o le borchie o strano pelo nero di origine sconosciuta. Anche l'universo degli effetti è devastato da robe schifose, specie quando si tratta di effetti digitali, cosi orribili per musicisti sfigati che si divertono a fare le cover di gimi endrics. I clienti dei negozi di strumenti musicali, poi, per la maggior parte sono persone con cui mai vorrei avere a che fare in vita mia. Gente che prova le chitarre suonando gli assoli dei peggiori Metallica e nel frattempo si guarda attorno sperando di cogliere negli occhi altrui lampi di approvazione. Gente che si fa crescere i capelli per sembrare un po' artista e un po' bohémien. Gente del cazzo. I negozi di strumenti musicali sono posti brutti, con musica brutta e roba brutta sparsa un po' in giro. Infatti ci entro il meno possibile. Oggi però mi sono voluta fare un regalo, e quindi ho dovuto entrarci. Eccolo qui:


Poi capisco come funziona, eh. In due o tre mesi ce la dovrei fare.

Pubblicato il 15/11/2008 alle 3.59 nella rubrica Diario.

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