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le pornografie

Da qualche tempo avevo in testa un post sulla pornografia, ma a causa di viaggi e spostamenti e ingozzamenti natalizi non sono riuscita a metterlo giù come avrei voluto. Mi accontento di scrivere alcune osservazioni sparse prima che si faccia troppo tardi e ciò che volevo scrivere sfugga definitivamente.
Innanzitutto, in Inghilterra è stato approvato il Criminal Justice Act, che sbrigativamente condanna il possesso di immagini oscene. repubblica.it (che, ricordiamolo, ultimamente fa cagare in maniera impressionante) ci dice che la legge “è il risultato di una campagna condotta dalla signora Liz Longhurst, madre di Jane, un'insegnante di Brighton di 31 anni rapita nel 2003 e trovata undici giorni dopo, strangolata da due cravatte strette attorno al collo. Il suo assassino, Graham Coutts, un musicista, è stato condannato a 26 anni di carcere, e al processo si è difeso affermando che la morte della donna, con la quale ha sostenuto di avere avuto rapporti sessuali consenzienti, era stata la conseguenza accidentale di un incontro a base di sesso estremo e che lui era ossessionato dallo pratica dello strangolamento. Durante le indagini, a casa di Coutts la polizia aveva trovato centinaia di immagini di necrofilia e di soffocamento. Proprio il giorno prima dell'incontro fatale, e poi nei giorni successivi alla scomparsa della giovane donna, Coutts aveva scaricato sul suo computer scene di feticismo, necrofilia e pornografia violenta.”
Ovvero, la pornografia viene considerata una delle cause (se non LA causa) dei crimini a sfondo sessuale. Impedire agli uomini inglesi di farsi le pippe a casa guardando filmini sadomaso eviterebbe, secondo gli altrimenti ragionevoli legislatori britannici, che questi stessi uomini escano per strada a brancare le figlie di buona famiglia. Peggio ancora, questa legge considera tutti i pornofili (e la sottoscritta, per dire, lo è) dei potenziali maniaci sessuali o, più ampiamente, dei disturbati.
Wendy McElroy, leader delle femministe individualiste, in un breve saggio pubblicato da Stampa Alternativa nel volumetto Anarchici senza bombe, scrive:
“Immaginiamo […] che esista una correlazione fra pornografia e stupro. Cosa proverebbe una tale correlazione? Una correlazione non è una relazione causale. È un errore logico supporre che se A è correlato con B, allora A causa B. entrambe potrebbero essere causate da un fattore completamente estraneo, quale C. Per esempio, esiste un'elevata correlazione tra il numero di dottori in una città e l'alcool che vi viene consumato. L'uno non causa l'altro. Reprimere ulteriormente il sesso restringendo la diffusione della pornografia potrebbe anche aumentare l'incidenza degli stupri”.
Alan Moore, nel suo splendido Lost Girls, fa pronunciare a un personaggio queste parole, che pongo a chiusura di questo post mal scritto:
"Le pornografie sono i boschi incantati dove il nostro io più segreto e vulnerabile può giocare in tutta tranquillità. […] Sono i lussuosi palazzi che tutte le polizie e gli eserciti del mondo esterno non potranno mai saccheggiare o ridurre in macerie. […] Sono i nostri giardini segreti, dove seducenti sentieri di parole e immagini ci conducono alla porta accecante del nostro piacere, oltre cui le cose possono essere espresse in una lingua che supera ogni letteratura, e ogni parola."

Pubblicato il 2/1/2009 alle 2.16 nella rubrica Diario.

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