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attenzione: questo è un post sentimentale

Aggiungendo irrealtà all'irrealtà, ieri ho incontrato un'amica di lunga data. Abbiamo passeggiato per via Torino, siamo entrate alla FNAC, poi abbiamo aggirato il duomo, abbiamo comprato un panzerotto a testa e ci siamo sedute su una panchina in piazza San Fedele. Gesti banali e per certi versi prevedibili, ma.
Dodici o tredici anni fa io e lei abbiamo messo su un gruppo. Il nostro primo gruppo. Io, lei e Riccardo. Avevamo il nome di una pillola anticoncezionale e la nostra musica era indescrivibile. Io uscivo proprio allora dai miei ascolti condizionati (mio fratello è un metallaro, sono cresciuta a pane e Alice Cooper), e non sapevo nulla di quello che c'era in giro all'epoca. Quindi suonavo quello che mi passava per la testa, e a riascoltare le registrazioni intuisco che nella testa avevo una certa confusione.
Ieri ci siamo ritrovate diverse ma uguali. Lei si è sposata e abita in Svizzera. Io non mi sono sposata, ma ho ugualmente lasciato Catania. Lei vorrebbe trovare qualcuno con cui suonare, ma non trova nessuno. Io suono con i Pecora (cazzo ridete, è un bellissimo nome). Le ho detto: prendi il basso e fai le tue cose, registrale, non stare ferma. Lei ha una voce strepitosa.
Nel nostro trentesimo anno abbiamo tirato le somme e quel che ne uscito fuori è un misto di desolazione e maturità che forse tredici anni fa non avremmo mai immaginato. Oh, ti voglio bene.

Pubblicato il 27/3/2009 alle 14.1 nella rubrica Diario.

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